Storia ed approfondimenti

Indice

Mesmerismo

Franz Anton Mesmer e il magnetismo animale

Mesmer e gli anni parigini

Le università tedesche e gli sviluppi del mesmerismo

Bibliografia essenziale

Ipnosi e storia tra mito e scienza

Dizionario
Teoria del magnetismo animale

Ipnòsi. 

Isterìa 

Riflessologia

Sonnambulismo

Teosòfico 

Idealismo

Romanticismo


Biografia autori citati


Franz Anton Mesmer

Johann Gottlieb Fichte

Schelling Friedrich Wilhelm Joseph

Arthur Schopenhauer

Charcot, Jean Martin

Janet, Pierre

Hull, Clark

Pavlov, Ivan Petrovic

Galleria autori
Mesmerismo

 

Franz Anton Mesmer e il magnetismo animale

 

Nato nel 1734 in Germania da famiglia cattolica, dopo studi di teologia, filosofia e diritto, Franz Anton Mesmer si laurea in medicina a Vienna con una Dissertatio physico-medica de planetarum influxu (1766). La tesi vuol dimostrare come i corpi celesti agiscano sulla terra secondo una legge newtoniana d'attrazione e come esista una gravità animale, sottile e imponderabile, suscettibile di varie disfunzioni. Secondo il punto di vista di Mesmer, i disturbi del corpo e della mente diventano allora perturbazioni dell'armonica corrispondenza fra l'uomo e il cosmo. Sul medesimo tema egli specula e sperimenta negli anni successivi, non senza recuperare antiche suggestioni ermetiche, approdando infine alla formulazione del "magnetismo animale". Divenuto amico di padre Maximilian Hell, astronomo di corte a Vienna, che già esplora l'uso terapeutico delle calamite, Mesmer viene da questi incoraggiato a provare la nuova tecnica anche su donne isteriche. Ma se per il gesuita sono alcune proprietà intrinseche del magnete a guarire, secondo Mesmer l'efficacia curativa risiede piuttosto nel rapporto fra gli esseri animati: anche nel più spirituale degli incontri, qualcosa di fisico uscirebbe sempre da un corpo per entrare nell'altro e, nel più fisico degli incontri, qualcosa di spirituale. Sono gli stessi corpi umani, in altri termini, ad agire da magneti e proprio i corpi, secondo Mesmer, hanno la capacità di trasmettere a ogni oggetto toccato un fluido invisibile: un mezzo per sbloccare gli ostacoli responsabili della malattia e riattivare i liberi movimenti dell'armonia.

 

Mesmer e gli anni parigini

I risvolti scandalistici che seguono il caso della giovane Maria-Theresia Paradis - musicista cieca affetta da melanconia e da crisi convulsive che Mesmer sottopone a lunghe sedute, suscitando i sospetti della famiglia e le maldicenze degli avversari spingono Mesmer a trasferirsi da Vienna a Parigi. Dal 1778 sempre più gente che soffre di disturbi nervosi, appartenente a tutti i ceti sociali, affolla la sua clinica magnetica. Qui non si somministrano medicine né si prescrivono diete, non si pratica la chirurgia né s'infliggono scariche elettriche. Ciò che Mesmer attiva è la circolazione del fluido preposto a restaurare le potenze vitali, sia durante sedute a due, sia raccogliendo gruppi di pazienti intorno al celebre baquet.

Si tratta di una tinozza ovale, nel cui doppio fondo stanno frammenti di bottiglia, sabbia, pietre, zolfo frantumato e limatura di ferro, il tutto riempito d'acqua e ricoperto con assi inchiodate; sulla superficie del coperchio, a poca distanza dai bordi, dei fori lasciano poi passare alcune sbarre di ferro, disposte in modo che una loro estremità possa penetrare nel fondo della vasca e l'altra arrivi a toccare il paziente.

Attorno al baquet, schernito dai detrattori e assunto a prova di ciarlataneria, si svolge in realtà un complesso psicodramma che intende provocare la catarsi individuale e collettiva. La musica di una piccola orchestra accompagna le sedute, poiché anche il suono è concepito come forma e mezzo del potere magnetico; con una bacchetta in mano Mesmer si aggira fra gli astanti, provocando crisi salutari attraverso gesti, sguardi e contatti.

Negli anni parigini attorno a Mesmer si riuniscono molti discepoli, quasi a formare una setta. Tra questi è il giovane medico Charles-Nicolas d'Eslon, e proprio D'Eslon diviene poi il promotore di uno scisma - consumato fra inevitabili accuse e polemiche - e di un'istanza al governo francese, perché venga istituita una commissione ufficiale d'inchiesta sul magnetismo animale. Nel 1784, sotto la presidenza di Benjamin Franklin allora ambasciatore americano presso la corte di Versailles fanno parte della commissione i massimi savants e medici del tempo. Più che sul mesmerismo il loro giudizio verte sul deslonismo, ossia sulla versione divulgata dall'ex allievo, e dopo laboriose verifiche e discussioni essi giungono a negare l'esistenza del fluido, biasimandone i presunti effetti terapeutici come il miraggio di un'immaginazione troppo eccitata.

 

Le università tedesche e gli sviluppi del mesmerismo

 

Dopo le dolorose discordie, le scissioni della setta e la sentenza sfavorevole dei commissari di Luigi XVI, nel 1792 Mesmer decide di abbandonare Parigi, per lasciarsi dietro polemiche e indignazioni; trascorso un periodo in Inghilterra, quasi da sconosciuto, passa in Germania dove morirà nel 1815. E' l'Accademia berlinese delle scienze, pervasa dagli umori romantici della Naturphilosophie, che nel 1812 lo riscopre; così Karl Christian Wolfart, inviato del'Accademia, lo incoraggia e lo aiuta a scrivere l'ultimo dei suoi trattati dal titolo Mesmerismus, o der System der Wechselwirkungen: ambiziosamente Mesmer, ormai vecchio, promette d'insegnare una "teoria e applicazione del magnetismo animale, inteso come terapeutica generale ai fini della conservazione dell'uomo".

Le università tedesche diventano allora una potente cassa di risonanza - Berlino e Bonn avranno molto presto cattedre di magnetismo - e una commissione nominata dal governo prussiano nel 1816 pronuncia un verdetto nettamente favorevole a Mesmer.

Tra le maggiori personalità del tempo, Schelling intravede nel fluido magnetico uno strumento, messo a disposizione dell'uomo, per comunicare con l'anima cosmica; con minore entusiasmo Fichte, dopo aver assistito ad alcune sedute di sonnambulismo provocato, riflette su quanto relativa e alterabile a comando sia l'individualità dell'io. Già nel 1785 Christoph Wilhelm Hufeland, medico a Weimar - dove entra nel circolo di Goethe - si occupa di Mesmer und sein Mesmerismus; un quarto di secolo più tardi, primario alla Charité di Berlino e protomedico di Federico Guglielmo III, Hufeland scrive di una Sympathie che in natura connetterebbe fra loro tutte le cose, spiegando anche la singolarissima relazione fra magnetizzatore e magnetizzato. Questo rapporto sarebbe tanto stretto da fare dei due un unico individuo e delle loro anime una sola anima: qualcosa di paragonabile forse soltanto all'intimità del feto con l'utero materno. E pertanto, secondo Hufeland, la guarigione magnetica seguirebbe fasi simili a quelle che dal concepimento portano fino alla nascita.

Considerato da un punto di vista filosofico, il magnetismo animale pur con tutti i suoi enigmi sembra a Schopenhauer "la scoperta più gravida di contenuto mai realizzata". E per quasi un secolo dopo Mesmer, un modo di accedere all'inconscio sarebbe stato assicurato dal sonnambulismo artificiale, molto presto riconosciuto omologo al magnetismo. Fra i suoi primi discepoli, che danno vita alla mesmeriana Société de l'Harmonie Universelle, ci sono i tre fratelli Puységur, discendenti da un'antica famiglia dell'aristocrazia francese. E si deve a uno di loro se l'originario e tanto controverso fluido dalle mirabili qualità svanisce, sostituito da una peculiare forma di "volontà", prerogativa del magnetizzatore, e da un ineffabile "rapporto" di questa con il soggetto magnetizzato. Nella Francia del primo Impero e della Restaurazione intricate e tortuose vicende accompagnano questo passaggio e il mesmerismo si diffonderà ovunque, procedendo per vie accidentate e spesso divergenti, verso l'approdo finale dell'ipnosi.

 

Bibliografia essenziale

R. Darnton, Mesmerism and the End of the Enlightenment in France, Cambridge, Harvard University Press, 1968.

D.R. Hoffeld, "Mesmer's Failure: Sex, Politics, Personality, and the Zeitgeist", in Journal of the History of the Behavioral Sciences, 16, 1980, pp. 377- 386.

F. Rausky, Mesmer ou la révolution thérapeutique, Paris, Payot, 1977 (trad. it. Mesmer o la rivoluzione terapeutica, Milano, Feltrinelli, 1980).

 

Dizionario

 

Teoria del magnetismo animale

 

La teoria del magnetismo animale, ideata da Mesmer, trova applicazione in campo medico nella cura delle malattie nervose. L'efficacia risiede nella capacità dei corpi di emanare "effluvi", proprio come se questi avessero lo stesso comportamento dei magneti. Al medico, aiutato da un conduttore, il compito di trasmettere il proprio magnetismo nei corpi malati, cos che questi ritrovino l'armonia perduta.

 

 

Ipnòsi.

 

Particolare stato della coscienza indotto in un individuo consenziente da parte di un altro individuo attraverso l'impiego di tecniche di suggestione. Durante tale stato l'ipnotizzatore ha la facoltà di indurre il paziente a compiere determinate azioni e percepire sensazioni irreali, o anche di far affiorare alla sua coscienza contenuti del profondo; è però impossibile ottenere che il paziente assuma comportamenti contrari ai propri convincimenti morali. Al momento del risveglio inoltre egli non ricorda nulla di quanto è accaduto. Rimasta per lungo tempo ai margini della medicina ufficiale che la tacciò spesso di impostura, essa fu impiegata a scopo terapeutico sui malati di isteria da J.M. Charcot, che in tal modo rovesciò l'approccio esclusivamente somatico alla malattia mentale e aprì la strada alle successive riflessioni psicoanalitiche. Anche S. Freud, infatti, si servì inizialmente dell'ipnosi. L'insensibilità al dolore che l'accompagna ne ha inoltre determinato l'impiego come analgesico durante piccoli interventi chirurgici o durante il parto. L'ipnosi attiva i processi di pensiero del "cervello emozionale" ovvero i centri dell'emisfero destro per attenuare i processi verbali che riguardano l'emisfero sinistro.

Riducendo questi processi consci si può, attivando il "cervello emozionale" ampliare la capacità di elaborazione intuitiva (inconscia), presupposto fondamentale della creatività e di una maggiore armonizzazione delle capacità psicodinamiche.

Isterìa

Anche denominata isterìsmo, é una forma di nevrosi che si manifesta con varie reazioni psicomotorie, sensoriali e vegetative. Ritenuta in passato esclusivamente femminile e derivata da disturbi della funzione uterina, è rimasta a lungo incompresa dalla medicina e associata nell'immaginazione popolare a fenomeni di possessione. Dopo l'esperienza della terapia ipnotica, praticata all'ospedale della Salpêtrière da J.M. Charcot (1880 ca), fu solo con J. Breuer, P. Janet e soprattutto con S. Freud che ne venne riconosciuta l'origine psichica. Le manifestazioni isteriche, ugualmente diffuse nei due sessi, possono comprendere paralisi (senza corrispondenza con la distribuzione topografica di una innervazione motoria), crisi convulsive epilettiformi (di durata troppo lunga), fenomeni sensoriali come cecità o sordità (che regrediscono da soli), difficoltà a respirare, parlare, inghiottire (senza plausibile patologia locale). Tutti i sintomi, che non hanno relazione con reali patologie, tendono a richiamare l'attenzione e a ottenere a qualsiasi costo un intervento terapeutico, e sono caratterizzati dalla teatralità. La personalità isterica, basata fondamentalmente sull'egocentrismo, è caratterizzata dall'incapacità di accettare i problemi quotidiani, dall'insufficiente sviluppo affettivo e da altri aspetti di distacco dalla realtà. 2 (gener., est.) Stato di eccitazione esagerata e incontrollata spesso collettiva.

Riflessologia

indirizzo psicologico sviluppatosi in URSS in seguito agli studi di I. P. Pavlov sui riflessi condizionati (v. riflesso); la scoperta del fenomeno del condizionamento permetteva infatti per la prima volta di dimostrare sperimentalmente una modificazione del comportamento sulla base delle contingenze ambientali. Riflesso in neurofisiologia, risposta involontaria allo stimolo che sollecita un organo di senso periferico; tale stimolo si trasmette attraverso un nervo afferente fino alle radici posteriori del midollo spinale e talora fino all’encefalo, da cui si origina uno stimolo opposto verso la periferia che provoca la reazione (motoria, ghiandolare, vasomotoria). Si forma cioè il cosiddetto arco riflesso o arco diastaltico. Il più noto riflesso è il riflesso patellare o rotuleo, che fa estendere la gamba quando si percuote con un martelletto il legamento sottorotuleo || Riflessi condizionati, reazioni automatiche acquisite dall’organismo a seguito della ripetuta associazione tra uno stimolo e un evento particolare. I riflessi condizionati furono scoperti da Pavlov studiando i cani: associando al suono di un campanello la somministrazione del cibo, per esempio, dopo un certo numero di ripetizioni egli notò che al suono del campanello, anche senza la somministrazione del cibo, si verificava negli animali un incremento della secrezione salivare e gastrica.

 

Sonnambulismo

condizione consistente in un’attività motoria che si svolge durante il sonno e che sfugge al controllo della coscienza, per cui il soggetto al risveglio non ne conserva il ricordo. Fu studiato da F. M. Charcot nell’ambito delle ricerche sullo sdoppiamento della personalità.

 

 

Teosòfico

Della teosofia, società teosofica Associazione fondata nel 1875 a New York da P. Blavatskij e H.S. Olcott. Anticipata dalla speculazione di E. Swedenborg (1688 - 1722) e di L.C. Saint-Martin (1743 - 1803), attinse elementi delle varie religioni del mondo (es. reincarnazione, karman). Posta come base la figura di Dio, origine e fine di tutto, considera come fine ultimo dell'uomo il suo ricongiungimento con l'Uno. L'universo è costituito da sette piani caratterizzati da un grado progressivamente maggiore di vicinanza all'Uno e quindi di perfezione. L'uomo può normalmente conoscere soltanto il primo di essi e soltanto attraverso metodi conoscitivi extrarazionali (ipnosi, sogno) attingere a quelli superiori. Nel 1879 la società si trasferì in India, stabilendo la sua sede a Madras. R. Steiner, che ne era stato membro, se ne dissociò per fondare la Società di antroposofia.

 

Idealismo

in filosofia, ogni dottrina che faccia derivare la realtà dal soggetto che la pensa. Nella filosofia greca l’idealismo di Platone considerava il mondo reale come copia delle idee. Nell’età moderna, Berkeley risolse la realtà del mondo esterno nell’attività pensante del soggetto. Attraverso Fichte e Schelling si arrivò all’idealismo assoluto di Hegel. Di derivazione hegeliana è anche la filosofia di Croce e dell’inglese Bradley, che assunsero posizioni idealistiche in polemica con il positivismo.

 

 

Romanticismo

termine derivato dall’aggettivo inglese romantic, che alla fine del ‘600 era usato col significato di ‘romanzesco’, per indicare le narrazioni desunte dal romance, romanzo cavalleresco medievale; fu usato poi nel ‘700, sia come sinonimo di ‘pittoresco’, per designare gli aspetti selvaggi e malinconici della natura, sia in senso spregiativo, per definire tutto ciò che era irrazionale. Fu assunto infine da Herder in senso positivo, come sinonimo di ‘medievale’ (in antitesi ad ‘antico’). Con Romanticismo si definisce storicamente il movimento culturale e artistico sorto in Germania alla fine del XVIII sec. e sviluppatosi in Europa nel XIX sec. in antitesi all’Illuminismo e per affermare una nuova concezione della vita e dell’arte. Dal punto di vista filosofico, contro il razionalismo dell’età precedente si afferma il concetto della creatività dello spirito, dominante nei grandi sistemi idealistici di Fichte, Schelling, Hegel; contro l’antistoricismo illuministico, che respingeva la storia del passato ritenendola colma di superstizioni e di errori, viene sostenuto un nuovo storicismo, che rivaluta le tradizioni e riscopre il Medioevo, individuandovi i germi della civiltà moderna; al deismo e all’ateismo degli ideologi si contrappone il ritrovamento dei valori religiosi, all’astratto cosmopolitismo il concetto di nazione; in campo estetico, infine, viene affermata l’autonomia della fantasia rispetto all’intelletto. Dal punto di vista letterario, si respinge la poetica classicistica e aristotelica, l’uso della mitologia, il culto dei poeti dotti e raffinati e si afferma vigorosamente il concetto di poesia popolare. Diversi furono gli aspetti che il Romanticismo assunse nei diversi Paesi europei; essi possono però sintetizzarsi in due fondamentali tendenze: quella lirico-soggettiva, volta all’indagine interiore e alla pura poesia, da cui scaturì il decadentismo; e quella oggettivo-realistica, volta alla rappresentazione della realtà storica, alla pura narrazione, che, attraverso i grandi romanzieri inglesi, francesi, italiani, preparerà il naturalismo di fine secolo. Le origini del Romanticismo sono da ricercare nell’opera di Herder e nello Sturm und Drang, ove fanno le loro prime esperienze Schiller e Goethe. L’inizio ufficiale del movimento è segnato, in Germania, dalla pubblicazione della rivista Athenäum (Berlino, 1797) a cura dei fratelli Schlegel; la tendenza prevalente è quella mistica, irrazionale (Novalis, Hölderlin), mentre l’opera di Goethe è volta alla ricerca di un nuovo equilibrio classico-romantico. In Inghilterra il Romanticismo, preceduto dalla poesia ossianica, notturna e sepolcrale, sorge ufficialmente nel 1798, a opera di W. Wordsworth e di S.T. Coleridge, e ha come massimi esponenti Byron, Shelley e Keats, mentre con W. Scott ha inizio la voga del romanzo storico. In Francia, ove la sensibilità romantica era stata preannunciata da Rousseau, la data d’inizio del Romanticismo è segnata dalla pubblicazione della Germania (1813), di M.me de Staël; romantici furono Chateaubriand, Lamartine, Hugo, de Vigny, de Musset, Nerval, Stendhal. In Italia, ove il titanismo dell’Alfieri e il neoclassicismo del Foscolo presentano già aspetti tipicamente romantici, l’inizio del Romanticismo è segnato da una lettera di M.me de Staël alla rivista di Milano Biblioteca italiana (Sull’utilità delle traduzioni, 1816), che apre la polemica classico-romantica, il cui documento più notevole è la Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo del Berchet (1816), manifesto della nuova scuola. Due sono le correnti maggiori del nostro Romanticismo: quella del realismo (Porta, Belli, Giusti, Nievo), che culmina nell’opera di A. Manzoni, e quella del sentimentalismo (Grossi, Pellico, Prati, Aleardi). La nostra cultura romantica è sintetizzata infine nell’opera critica di F. De Sanctis. Il Romanticismo ebbe riflessi notevoli anche nelle arti figurative (dipinti di Géricault, Blake, Füssli, Friedrich, Turner, Hayez, il Piccio, Cremona, Ranzoni ecc.), ma influenzò in modo particolare la musica. Romantico è per molti aspetti L. van Beethoven, pienamente romantici sono Weber, Schubert, Schumann, Mendelssohn, Wagner, Brahms, Chopin, Verdi, Donizetti, Liszt, Gounod, C.-A. Franck.

 

Biografia autori

 

Franz Anton Mesmer

Izhang, ( oggi Baden Meridionale); Germania 23 maggio 1734 - Meersburg (oggi Baden Württemberg Land), 5 maggio 1815. Dopo gli studi di filosofia, diritto e teologia, Mesmer si laurea a Vienna in medicina nel 1766. Autore della teoria del magnetismo animale, si dedica alla sua applicazione terapeutica per la cura delle malattie nervose. Si trasferisce a Parigi e, nella sua clinica magnetica, dal 1778 riceve e cura numerosi pazienti. Costretto ad abbandonare la Francia si rifugia in Inghilterra e poi in Germania, dove muore.

 

 

Johann Gottlieb Fichte

Rammenau (Sassonia), 19 maggio 1762 - Berlino, 29 gennaio 1814 Filosofo tedesco. Di famiglia poverissima, viene avviato agli studi da un mecenate. Lodato da Kant, si afferma ben presto nel campo filosofico e ottiene la cattedra a Jena (1794) che costretto lasciare nel 1799 in favore di Schelling. Nella sua filosofia, che si distacca da quella di Kant per giungere a un idealismo di forte tensione etica, trovano luogo le spinte politiche e filosofiche innescate dalla Rivoluzione francese.

Nei Fondamenti dell’intera dottrina della scienza (1794) diede sistemazione ai principi dell’idealismo, deducendo tutta la realtà dall’Io puro e assoluto in una prospettiva storico-etica. Nei Discorsi alla nazione tedesca (1807-1808) eccitò il patriottismo germanico contro l’occupazione francese, sviluppando il concetto del valore etico della nazione e della missione della nazione tedesca nel mondo. Alcune lezioni sulla missione del dotto (1794), Introduzione alla vita beata (1806).

 

Schelling, Friedrich Wilhelm Joseph

filosofo tedesco (1775-1854). A Jena, con gli Schlegel, Novalis e Tieck costituì il circolo romantico e pubblicò il Sistema dell’idealismo trascendentale (1800), l’opera più organica della prima fase del suo pensiero. L’idealismo trascendentale, che sviluppa le teorie di Fichte, si basa sulla dialettica tra spirito e natura, considerati come termini diversi (il primo è coscienza, la seconda è organico sviluppo di forze) di una stessa e unica realtà, l’Assoluto, che viene conosciuto attraverso l’intuizione estetica. Dal 1841 Schelling, chiamato a Berlino per controbilanciare il trionfo della filosofia hegeliana, modificò il suo pensiero, schierandosi contro il razionalismo di Hegel ed elaborando una filosofia positiva che egli espose nei corsi berlinesi, pubblicati postumi (Filosofia della mitologia; Filosofia della rivelazione). Quest’ultima fase del pensiero di Schelling afferma l’indipendenza della realtà dalla ragione e considera fede e rivelazione come i soli strumenti per giungere alla realtà, e fa così di Schelling uno degli iniziatori dell’irrazionalismo moderno. Filosofia e religione (1804), Ricerche filosofiche sull’essenza della libertà umana (1809).

 

Arthur Schopenhauer

Danzica, 22 febbraio 1788 - Francoforte sul Meno, 21 settembre 1860 Filosofo tedesco. La sua filosofia, improntata a un radicale pessimismo che precorre il nichilismo di Nietzsche e a una spiritualità di ispirazione indiana e orientale, si contrappone frontalmente all'idealismo di Hegel. Sino al 1851 Schopenhauer un isolato e i suoi libri restano invenduti; nel clima di delusione successivo al fallimento dei moti del '48 Schopenhauer conosce invece una vasta e improvvisa celebrità.

 

 

Charcot, Jean Martin

neuropsichiatra francese (1825-1893). I suoi studi sull’isterismo segnarono, nel campo delle malattie mentali, il passaggio dall’interpretazione strettamente neurologica a quella psicopatologica.

 

 Janet, Pierre

psicologo francese (1859-1947). Insegnò al Collège de France, dopo aver collaborato con Charcot; occupa una posizione di primo piano nello studio dell’isteria. Nevrosi e idee fisse (1898).

  

Hull, Clark

psicologo americano (1884-1952). Si occupò di apprendimento e fu uno dei più validi rappresentanti del neobehaviorismo americano. Tra i concetti più interessanti formulati da Hull vi è quello di forza dell’abitudine, come legame tra stimolo e risposta. Opere principali: Esame attitudinale ( 1928), Ipnosi e suggestionabilità ( 1933), Un sistema di comportamento ( 1952).

 

 

Pavlov, Ivan Petrovic

fisiologo e medico sovietico (1849-1936). Ebbe la cattedra di fisiologia all’Università di Pietroburgo e dal 1891 al 1936 fu direttore dell’Istituto di medicina sperimentale. Studiò le secrezioni ghiandolari, scegliendo il cane come animale da esperimento, ottenendo risultati che gli valsero il premio Nobel nel 1904 per la medicina. Furono proprio tali ricerche a permettergli di giungere alla descrizione dei riflessi condizionati (v. riflesso e riflessologia).