ANALISI TRANSAZIONALE 

 

 

 

 

 


ANALISI TRANSAZIONALE (A.T.) = ANALISI DELLE TRANSAZIONI – scambi comunicativi tra noi e le persone.

Eric BERNE partì dalla psicoanalisi classica e se ne staccò, anche per vicissitudini personali.

Ha ideato l’A.T. per problemi di tipo umano, riscontrati nella psicoanalisi tradizionale e per i limiti riscontrati su di sé dalla psicoanalisi stessa.

Non tutti i modelli si adattano a tutte le persone (complessità); egli parte dall’osservazione dell’uomo nella sua realtà quotidiana.

Nell’A.T. parliamo di STATI DELL’IO, partendo dalla relazione esistente tra GENITORE e FIGLIO.

 

 

 GENITORE

 

GN +  = GENITORE NORMATIVO POSITIVO – è la parte di noi che dà

              le regole, quelle indispensabili per la sopravvivenza.

                                                                                                                                             G                                                                                                                                                 GN --  = GENITORE NORMATIVO NEGATIVO – è la parte di noi che

              svaluta, critica.

 

GA +  = GENITORE AFFETIVO POSITIVO – è la parte di noi che coccola, 

              protegge; è utile per la costruzione della personalità, si occupa di

              noi, ci dà sicurezza. 

 

GN --  = GENITORE AFFETIVO NEGATIVO – è la parte di noi che ci soffoca,

              come un genitore che da troppo affetto ed impedisce di crescere.

 

Troppe norme impediscono al bambino di fare esperienza, bloccano il bambino piccolo.

Troppo affetto soffoca, inibisce, crea dipendenza, non aiuta a crescere; crea una campana di vetro che impedisce di sperimentare.

 

 

BAMBINO

 

BL +  = BAMBINO LIBERO POSITIVO – è la parte di noi che gioca,

             si diverte, scopre, si permette di ridere e gode della vita,                                                                                                          

             sperimentando ciò che c’è intorno a lui.

 

 BL --  = BAMBINO LIBERO NEGATIVO – è la parte di noi che non                 B                                                                                                        

            ha limiti, eccede nella libertà.

 

 

 

BA +  = BAMBINO ADATTATO POSITIVO – è la parte di noi che si

             adatta a quelle regole cui è necessario adattarsi per non essere un

            “selvaggio”.

 

BA --  = BAMBINO ADATTATO NEGATIVO – è la parte di noi che  si adatta a

             qualunque imposizione, non si esprime mai.

 

BR   = BAMBINO RIBELLE – è la parte di noi che mal accetta qualunque regola.

 

 

E il bambino fa tutto quello che vuole si confonde, non ha limiti, rischia di fare male a se stesso o a chi gli sta intorno se i genitori non danno limiti educativi.

Spesso il Bambino Ribelle diventa Adattato o viceversa.

 

 

ADULTO

 

E’ la parte di noi che si sviluppa con la crescita, la parte più razionale,

più riflessiva. Può essere paragonata ad un computer: fa analisi e

dà risultati. Anche l’Adulto ha delle polarità:                                                           A

 

A + = ADULTO POSITIVO – è la parte di noi che riflette, pondera,

          utilizza le potenzialità della mente per risolvere cose legate

          alla realtà (costruttivista), si mobilita in modo positivo per  trovare

          soluzioni, anche usando il Bambino Libero.

 

A -- = ADULTO NEGATIVO – è la parte di noi che trasmette distacco, freddezza,

          parte vincolata alla negatività pura (ad es. il medico che tiene distanza emotiva

         dal paziente).

 

L’adulto si divide ancora in tre parti:

 

Ø    TECHNOS = TECNICA

 

Ø    ETICA = ETICA PERSONALE

 

Ø    PATHOS = EMOZIONI

 

L’adulto media tra Genitore e Bambino ed è la parte che si relaziona con la realtà condivisa. E’ quella parte di noi che è in grado di controllare gli scatti impulsivi del Genitore e del Bambino.

Se in un dato momento, però, tutti ridono e si divertono, usiamo direttamente il Bambino Libero; se è necessario essere, invece, genitoriali lo facciamo senza passare dall’Adulto.

 

Un’emozione adulta si distingue da un’emozione bambina perché è consapevole, più controllata.

 

EMOZIONE BAMBINA = spontanea, disordinata, impulsiva.

 

EMOZIONE ADULTA = ordinata, controllata, adeguata alla circostanza, non impulsiva, ma spontanea (“…Mi rendo conto che questo, per lei, è un momento molto pesante…”,  tenendo la mano sul cuore, è una buona espressione di emozione adulta adeguata per un counsellor).

L’emozione espressa con il bambino è incontrollata ed impulsiva, non proficua per un counsellor.

L’emozione adulta, spontanea, ma controllata, non impulsiva è appropriata ad un counsellor; dipende dall’intensità e non dal modo di espressione.

 

Il modello completo è così costituito:

 

 

 


                                                                G

 

 

                                                         A                                                      

 

 


                                          B                                         

 

 

Ø    Quando critichiamo qualcuno, usiamo il GN –

Ø    Quando diamo consigli, usiamo il GN +

Ø    Se abbiamo un amico triste e ci prendiamo cura di lui, usiamo il GA +

Ø    Se iperproteggiamo una persona, impedendole di crescere, usiamo il GA –

Ø    Se giochiamo e ci divertiamo, usiamo il BL +

Ø    Se distruggiamo qualcosa nell’ambiente, usiamo il BL –

Ø    Quando ci adattiamo alle regole cui è bene adattarsi (es. sul lavoro), usiamo il BA +

Ø    Quando siamo iperproiettati in ciò che ci è imposto, usiamo il BA – In questo caso accumuliamo e, ad un certo punto, la “pentola” bolle troppo, fino ad esplodere e ci tramutiamo in BR.

 

Ciascuno di questi modelli sono stati dell’IO sono stati mentali facilmente riconoscibili, basta un po’ di allenamento.

 

Se il paziente si pone nel ruolo di vittima occorre prestare attenzione a non mettersi a tutti i costi nei panni del “salvatore”, anche perché spesso le persone si lamentano, ma non vogliono essere aiutate.

 

 

TRIANGOLO DI KARPAN

 

                                                                          P

 

 

 


                                                             S                          V

PERSECUTORE                 Spesso i ruoli si scambiano

                                            e la vittima diventa persecutore

VITTIMA                              e da salvatore può diventare

                                             vittima…

SALVATORE

 

 

Di solito questo meccanismo scatta di fronte ad una situazione depressiva.

 

Ciascun STATO DELL’IO ognuno di noi lo vive quotidianamente, più e più volte nell’arco della giornata, cambiando continuamente Stato dell’IO (questo è il motivo per cui il modello A.T. funziona).

 

 

 

E

 

 

 

 

                                                           P                               C

 

 

STATO DELL’IO è un insieme coerente di EMOZIONI, PENSIERI, COMPORTAMENTI, correlati tra loro. Questo traspare anche dal non verbale (dalla postura).

La nostra postura è qualcosa che veicola in pieno i nostri sentimenti e le nostre emozioni.

La struttura del nostro corpo è stata plasmata dalle nostre emozioni prevalenti (bioenergetica di Lowen).

 

BAMBINO = tutte le nostre emozioni

 

GENITORE = tutte le regole acritiche ricevute dai nostri genitori.

 

ADULTO = media le situazioni di realtà.

 

Non è corretto paragonare B – A – B con il modello psicoanalitico delle istanze teoriche SUPER/IO – IO – ES, perché partono dalle pulsioni istintive. Il Super/io è “a monte”, l’A.T. è “a valle” (una conseguenza).

L’A.T. dà la possibilità alla persona di agire, per questo è un modello semplice.

 

Il  nostro bisogno fondamentale è il bisogno di RICONOSCIMENTO (costruttivismo) e questo è il principio fondamentale dell’A.T.

C’è anche l’aspetto dell’AUTORICONOSCIMENTO = richiama le basi costruttiviste che hanno aperto il concetto di AUTOPOIESI (Maturana e Varala). Si tratta di un sistema operativamente chiuso che si relaziona con il resto del mondo.

Un sistema operativamente chiuso non può essere istruito, quindi nel counselling parliamo di perturbazione del sistema, che disvela nuove realtà. Non si possono aggiungere delle cose nella persona, ma si può perturbare il suo sistema; la persona deve arrivare a non riconoscersi più. C’è un terremoto dell’autoriconoscimento, fortificando nel cambiamento con il cambiamento degli stati mentali.

La crisi arriva nel momento in cui il soggetto non si riconosce più e gli altri non lo riconoscono più.

 

Analizzando con l’A.T. i modelli educativi genitoriali patologici possiamo riconoscere in essi i vari stati dell’io che li hanno determinati:

 

Ø    STILE EDUCATIVO PERFEZIONISTA = GN – Genitore che sgrida, che non è mai soddisfatto; il bambino non farà mai niente che vada bene, si sentirà dire “Hai fatto appena il tuo dovere!” oppure “Fai del tuo meglio!”.

 

Ø    STILE COERCITIVO = GN -- Genitore punitivo.

 

Ø    STILE RIFIUTO = GN – Genitore anaffettivo.

 

Ø    SOPRAFFAZIONE = è prevalente il GN –, ma può comparire anche il GA – che dà affetto come forma di ricatto “In cambio tu…”

 

Ø    ECCESSIVA INDULGENZA = GA – Dà troppo affetto.

 

Ø    REMISSIVO = BA –

 

Ø    ABBANDONO = GN – non dà affetto

 

Ø    IPOCONDRIA = GN – oppure GA – si preoccupa troppo.

 

Ø    ENFASI SESSUALE = BL -- 

 

 

Nel counselling il primo passo è far riconoscere al paziente gli stati dell’IO negli altri, poi in se stesso.

Gli stati dell’IO del modello genitoriale spesso crescono un figlio che da adulto svilupperà lo stesso modello genitoriale con i propri figli.

Un genitore che maltratta mette in atto un BL – che distrugge l’oggetto, anziché prendersene cura.

Un genitore che ride e scherza con il bambino, ci gioca è nel BL +

 

 

Il Bambino si sviluppa nel feto (Bambino Somatico), provando emozioni di tipo somatico.

Il Genitore si sviluppa con l’interiorizzazione delle regole parentali.

L’Adulto si sviluppa per ultimo.

L’adolescente è nel pieno del BR.

 

 

Anche se non si è mai fatto il genitore, si sa fare i genitori, perché c’è dentro ognuno di noi una forma di imprinting che abbiamo ricevuto dai nostri genitori, non necessariamente carnali, ma da adulti che ci hanno fatto da modello.

 

 

 

FORMAZIONE DEL GENITORE

 

 

E’ l’integrazione della struttura di personalità dei nostri genitori, padre e madre, o di altre figure significative, soprattutto se padre e madre sono mancati.

 

 

 


                                G

 


                      G              G             G

 

                       A             A              A

                       B             B              B

 

 

 

 

 

 

 

 

 


                                      A

                                  

 

 

 


                  

                   B