SPAZIO RELAZIONALE

 

Le Zone giuste per la SINCRONIA

 

 

  1. LA ZONA PUBBLICA = (quella più distante da sé).  Si è parte della massa, uno della banda. E' piena di cose eccitanti. Sì è nel posto giusto quando sai dove ti trovi ed interagisci a quel livello. Non hai qui il controllo sugli eventi ma hai il controllo di te stesso in quegli eventi. Qui il centro dell'attenzione è l'evento, ciò che succede all'esterno di noi.

     Per trovare gratificazioni qui devi entrarci e starci.

     Le regole principali sono:

     Avere un comportamento amichevole.

     Non fare una questione personale di quello che succede.

     Qui si può "GIOCARE" a fare la spesa, viaggiare...

 

  1. LA ZONA SOCIALE = (quella in cui operiamo professionalmente). Siamo poco vulnerabili emotivamente in questa zona, perché portiamo una “maschera” che identifica il RUOLO che abbiamo nel sociale. Qui è importante ciò che fai tu. Qui sei autorizzato a provare, fallire e provare di nuovo dando il meglio. Si è nella zona sociale quando il centro dell'attenzione è l'attività che si sta svolgendo. Qui ci sono persone che condividono questo spazio e momento e vi è un bassissimo rischio dì vulnerabilità emozionale. Qui si è al posto giusto quando partecipi e dai il tuo contributo allo svolgimento dell'attività. In questa zona si deve competere, non con gli altri ma

     con se stessi, dando sempre il meglio. La caratteristica essenziale è l'attività,

     fare qualcosa fino in fondo.

     Nella zona sociale si trova sempre qualcuno che ci si oppone: queste sono le

     regole dei gioco, immagina una partita di calcio senza difesa, non la si

     potrebbe giocare.

     Qui il compito è vincere.

     Rispettare le Gerarchie.

     Non c'è un modo migliore di fare le cose, si fanno e basta. Dare il massimo nei

     rapporti.

     L'ansia è azione mancata. Usa la tua ansia come indizio per identificare la

     zona in cui ti trovi e cosa è opportuno che tu faccia.

 

  1. LA ZONA PERSONALE/PRIVATA = (condividiamo in modo spontaneo). Cuore. Qui si stabiliscono e si sviluppano le amicizie. In questa zona ciò che fai ha un'importanza minore rispetto all'esperienza di farlo con qualcun altro. Qui si crea il posto giusto quando si condivide in modo spontaneo. Si è in questa zona quando sì è vulnerabili, cioè si è se stessi. Nella zona personale è facile fallire quando si danno le cose per scontate senza calibrarsi sull'altro. Nella zona personale si parla di se stessi. Le regole principali sono:

     Apertura e disponibilità a correre un rischio.

     Occorre avere tempo per coltivare i rapporti personali.

      L'atteggiamento è fondamentale: c'è spazio solo per la parità.

     Qui il tempo è fondamentale: per abituarsi ai ritmi, per sincronizzarsi

     emozionalmente.

     Occorre fare attenzione non a cosa dice l'interlocutore ma a COME lo dice.

     La caratteristica, fondamentale è la buona volontà: la disponibilità a capire ciò

     che è estraneo all'esperienza, la disponibilità a sperimentare cambiamenti    

     attraverso nuove idee, nuove influenze e nuove informazioni.

 

  1. LA ZONA INTIMA = (siamo molto vulnerabili). Qui nasce l'amore. E' dove si trovano le relazioni e le condivisioni più profonde: il rischio emozionale è maggiore, ma ci sono anche le massime gratificazioni. Si è veramente nella zona intima quando tra due persone non vi sono né difese né barriere. La cosa più importante sono le emozioni che le due persone condividono. Qui si fallisce quando ci si aspetta che il rapporto sia sempre romantico, fresco e nuovo. L'amore è aprirsi un po' alla volta e stare a vedere cosa accade.

     I principi e le regole sono:

     La chiave per avere successo in questa zona è permettere a se stessi di

     amare e di essere amati.

     Qui non permetti che eventi esterni ti distraggano dalla persona con cui sei.

     Quando arrivi ad essere intimo con una persona, qui inizia la parte creativa del

     rapporto.

 

STATO MENTALE = una situazione esterna molto intensa diventa stressante quando non è controbilanciata da una forte intensità interiore. Se si ha paura delle situazioni intense, occorre aumentare l'intensità interiore. L'intensità è relativa.

 

Il più grosso errore in questo modello è vivere in uno stato mentale diverso dalla zona in cui si è. Crea grande confusione.

In ipnosi è bene avere chiarezza su questo modello, per non entrare in equivoci; se si ha chiarezza, si trasmette chiarezza.

 

 

ESERCIZIO 3

 

Scrivere in due parole come ci si comporterebbe di fronte alle situazioni che vengono di volta in volta prospettate (rispondere d’impulso, senza ragionare sulle questioni).

Al termine dell’esercizio saranno date le risposte corrette, secondo la visione del buon counsellor. Come counsellor bisogna conoscere il “SENSO COMUNE”, quello che è comunemente condivisibile; si parte da un punto consolidato per fare un’analisi critica delle situazioni.

 

 

1.    Siete in un ingorgo di traffico; il taxi dietro di voi suona e inveisce contro di voi. Vi innervosite e vi viene voglia di rispondergli a tono. Cosa fate?

R. (zona pubblica). Decidere che non si può far nulla, perché non si può avere il controllo su questo evento, ma solo su se stessi.

 

2.    Siete ad una cena a due con il vicedirettore di un’impresa. Lui è mezzo ubriaco e vuole andare a casa da solo, in macchina. Cosa fate?

R. (zona personale). Chiamare un taxi o accompagnarlo a casa.

 

3.    Siete nel pieno di una discussione con un amico e sentite che la rabbia sale dentro di voi. Cosa fate?

R. (zona privata). Vi fermate e cercate di spiegargli cosa vi sta succedendo (condivisione).

 

4.    State facendo l’amore con il vostro partner e non provate alcun piacere. Cosa fate?

R. (zona intima). Totale condivisione: ne parlate, cercando di capire cosa sta succedendo ad entrambi.

 

5.    Siete a cena con il vostro partner ed una coppia di amici che si mette a litigare. Cosa fate?

R. (zona sociale/personale). Se siete nella zona sociale, non intervenite e cercate di condividere quella zona soltanto con il vostro partner: Se siete nella zona privata (quindi avete sufficiente confidenza con la coppia di amici), potete intervenire, ma con umorismo.

 

6.    Siete consulenti e cercate di attivare un progetto. Un dirigetevi mette continuamente il bastone fra le ruote. Cosa fate?

R. (zona sociale: ci sono i ruoli). Cercate nuove strategie per entrare nelle difese del dirigente.

 

7.    Siete nello studio di un medico. Dopo aver fatto una coda lunghissima, il medico vi dedica 3’ e ½ e poi vi prescrive la ricetta (dovete anche pagare la visita). Cosa fate?

R. (zona sociale – ruolo del medico/privata – la vostra malattia). Non pagate e chiedete all’infermiera di farvi riparlare con il medico; a lui chiedete maggiori spiegazioni per avere una diagnosi più precisa ed eventualmente di essere ricevuti un’altra volta, quando lui abbia più tempo da dedicarvi. Dipende molto dal tipo di cultura con cui si ha a che fare: il piemontese va più sul sociale, paga, non discute e non ritorna più da quel medico; il meridionale va più sul personale ed è più disposto a contrattare.

 

8.    Andate al vostro ristorante preferito ed avete prenotato un tavolo. Il cameriere vi comunica che bisogna attendere 45’. Cosa fate?

R. (zona sociale). Quasi sicuramente non si può sapere qual è la causa di questo ritardo e non ci si può far nulla, per questa volta è andata così, ma non è detto che sia sempre così. Siamo nella delicata situazione delle “equazioni complesse”: le persone le fanno all’interno della propria mente (es. “Mio marito non mi porta dei fiori = non mi ama”). Occorre fare molta attenzione a non dare errate interpretazioni a cose che non sono realmente così. “Equazioni scomplesse”: le situazioni non sono sempre così.

 

9.    Siete in psicoterapia da un bel po’ di tempo e vi sembra di non risolvere niente. Cosa fate?

R. (zona personale). Lo dite all’analista e chiedete di discuterne. Si deve condividere, perché la psicoterapia deve servire alla persona.

 

10. I vostri bambini sono molto irritabili e ne combinano di tutti i colori. Cosa fate?

R. (zona intima – la famiglia/personale). Il bambino non ha zona sociale o pubblica, bisogna accettarlo così com’è. Dovete comunicare a livello emotivo, cercando di spiegare loro qual è lo stato d’animo di quel momento, scendendo al loro livello. Cominciate giocando con loro e poi cercate di calmarli.

 

E’ importante analizzare se stessi per capire se si è più per un ruolo personale (ad es. facilità a dare del tu alle persone, ad aprirsi, mettendosi in gioco personalmente) o sociale (mantenere le distanze, essere formali). Il ruolo personale è rischioso, è bene fare attenzione ad usarlo all’inizio della relazione d’aiuto, perché può spaventare le persone. Soltanto se si ha un ruolo consolidato si può andare sul personale.

 

La guerra si colloca nella zona sociale, perché è un gioco di parti, ci sono dei ruoli.

Non è zona pubblica proprio perché entrano in gioco i ruoli. Diventa zona pubblica per i civili, che partecipano relativamente e non ci possono fare nulla. E’ particolare come nel caos più totale, come gli attacchi armati, i ruoli vengano comunque rispettati.